La Stanza terapeutica ai tempi del Corona Virus

Caro paziente,
ti scrivo per dirti che da oggi il mio studio rimarrà chiuso fino a quando questo momento non sarà passato o meglio, fino a quando il mio gesto potrà dare respiro ai medici che ininterrottamente si stanno prendendo cura di tutti Noi.

Lo faccio per te, per me, per i nostri figli, i nostri nonni, i nostri genitori, la nostra comunità.

Lo faccio sapendo di poterti offrire molto di più se entrambi ci tuteliamo e tuteliamo gli altri.

Lo faccio perché le regole, anche se non sempre le comprendiamo, vanno rispettate e perché non mi importa se questo virus “è solo una brutta influenza“, mi importa essere sicura di non farti del male in nessun modo e di tutelare le persone che amo.

Ne abbiamo sentite tante e ci siamo interrogati anche io e te sul da farsi. Oggi non penso che interrogarsi senza essere un medico sia la scelta più saggia. Oggi credo che il bianco o nero debba lasciare il posto ad un caleidoscopio di colori.

Se mi chiedi se ho paura, la mia risposta è si. Ma cosa ci diciamo sempre? Che la paura è un’emozione e come tale va accolta, riconosciuta e vissuta.


Ti ricordi il nostro patto?

Niente supereroi o supereroine

Siamo umani, abbiamo una storia che ci narra alcune parti di noi, abbiamo un presente da vivere al pieno dei nostri valori, abbiamo un futuro che ci attende, pieno dei nostri desideri più intimi.

Se mi batte forte il cuore?
Si, forte. Ogni qual volta sento che si è dovuto scegliere tra un giovane uomo e un anziano, tra una donna incinta e un bambino. Ogni volta che penso che potrei esserci io in quell’ospedale o tu o un nostro caro, qualcuno di cui abbiamo parlato per ore e ore.

Provo rabbia?
Si, anche nei miei confronti per non essere stata certa sul da farsi, ma so che mi dirai che non possiamo sapere tutto e che va bene così…che dobbiamo fare con quello che abbiamo ed è così che faremo, io e te, insieme in questo momento.

Chiedimi se ho speranza e ti risponderò che ne ho tanta, riposta in camici bianchi, verdi, viola e blu, in uomini e donne che lottano, senza sprecare nemmeno un alito di vento, ogni giorno senza tregua per me, te, noi tutti…

Ci vediamo (con i potenti mezzi della rete) oggi, domani e fino a quando non potremo di nuovo abbracciarci stretti come piace a noi, come abbiamo imparato a fare, come desideravamo fare da tutta la vita.

come una madre col proprio figlio, come fratello e sorella, come un nonno col suo nipote, come marito e moglie.

A presto…a dopo…ciao

Simona